Cefalee: tipologie e trattamento osteopatico

La cefalea è un mal di testa, un dolore riferito all’estremità cefalica. Colpisce una fetta enorme della popolazione giovanile, 25% delle femmine, e 10-15% dei maschi tra i 20-30 anni (Mier and Dhadwal, 2018).

La cefalea è un fenomeno comune, con oltre al 40% di consulti medici a riguardo. Uno stimato 20% di cefalee croniche può coinvolgere delle disfunzioni della colonna cervicale, con il 70% di pazienti che soffrono di dolori cervicali nel corso della loro vita.

La Società Internazionale delle Cefalee - The International Headache Society (IHS)- ha pubblicato una Classificazione diagnostica sulla cefalee, che delinea i criteri diagnostici per tutte le differenti tipologie di cefalea che sono state riconosciute (Freedom, 2015).

Le cefalee si possono classificare in:

  1. primarie:

  • emicrania con o senz’aurea

  • cefalea tensiva (acuta, cronica, episodica)

  • cefalea cervicogenica

  • Cefalea Autosomica Trigeminale (TAC)

2. secondarie: vascolari, post-traumatiche, tumori/processi espansivi cranici, da farmaci, infiammazioni intra/extra-craniche, glaucoma, malattie sistemiche, osteoartrosi, nevralgie craniche, algie facciali tipiche (Freedom, 2015).

Differenziale cefalee


CEFALEE PRIMARIE TRATTABILI CON OSTEOPATIA.

L’emicrania è un tipo di cefalea ricorrente. Gli attacchi durano da 4 fino a 72 ore. Tipiche caratteristiche di emicrania includono almeno due di questi effetti: localizzazione unilaterale, qualità pulsante, intensità che aumenta e peggiora e aggravamento da una routine di attività fisica. Fattori allevianti sono buio, silenzio, riposo, compressione delle tempie. Fattori aggravanti sono invece luce, rumori, stress, movimenti del capo, posizione distesa con capo declive, sforzo.


L’ aura è una sensazione transitoria unilaterale sensoriale o visiva o altri sintomi del sistema nervoso centrale completamente reversibile. L’aura che si sviluppa gradualmente è solitamente seguita da una cefalea, che soddisfa i criteri dell’emicrania (Freedom, 2015). L’aura è molto definita e caratteristica, precede l’attacco di pochissimo tempo; dura circa 5-20 minuti (50 al massimo); alla fine dell’aurea c’è una fase in cui il soggetto sta bene, non ha nulla, ma dopo 5-10 minuti insorge il dolore emicranico (Freedom, 2015). L’aura è caratterizzata da segni deficitari e irritativi al tempo stesso. Ci sono diversi tipi di aura:

  • Oftalmica: a carico della visione

  • Somestesica: parestesie cheiro-orali, quindi formicolii, ad intenso fastidio, che cominciano alla punta delle dita, e che poi compaiono anche all’angolo della bocca.

  • Motoria: vera e propria paralisi

  • Basilare: diplopia, vertigini, disartria

  • Retinica: perdita della vista, ma a carico di un solo occhio

È possibile la sovrapposizione con una cefalea tensiva intervallare. L’esordio in genere avviene in pubertà e nella donna anche con la gravidanza. Nelle donne scompare anche con la menopausa (Freedom, 2015).

Da un punto di vista di trattamento osteopatico, studi recenti mostrano una differenza significativa tra il gruppo trattamento manipolativo osteopatico rispetto alla terapia farmacologica e trattamento placebo, e suggeriscono dunque che la terapia osteopatica può essere considerata un valido procedimento per la gestione di pazienti con emicrania. (Cerritelli, 2013)


La cefalea tensiva è una cefalea bilaterale, a carattere fluttuante, dalla durata che varia dai 30 minuti alla settimana. Può essere acuta o cronica (Freedom, 2015).


La cefalea tensiva acuta è dovuta ad un evento stressante acuto. Si presenta a forma accessuale, ad esordio mai così improvviso, con la tendenza a crescere per un certo tempo (1-2 ore) e poi tende o a peggiorare verso sera oppure a scomparire soprattutto dopo il riposo. Può essere intensa, e in questo caso può essere anche pulsante e determinare nausea (quasi mai vomito). È sempre bilaterale al vertice del capo, qualche volta alle tempie.

La cefalea tensiva cronica ha un andamento tipicamente sub continuo, con mal di testa quotidiano. Il mal di testa non è uguale tutti i giorni e tutto il giorno, ma tende ad essere presente al risveglio, può migliorare subito dopo pranzo, se il soggetto si rilassa; peggiora se c’è uno stress, e soprattutto peggiora verso sera, con massimo prima di andare a letto.

Il decorso è cronico quotidiano, fluttuante, più forte verso sera, di tipo gravativo, a cerchio, o a cappa, o nucale. Si allevia col riposo, con cibi, e soprattutto con lo zucchero, al fresco. Peggiora invece con eventi stressanti, al chiuso, in ambiente affollato.

Il meccanismo si pensa sia dovuto ad una contrazione muscolare cronica (Freedom, 2015).

Dal punto di vista osteopatico esiste uno studio interessante di de Cássia Correia Kälberer Pires, Salles da Rocha, Esteves and Rodrigues, (2017) relativo alla misurazione tramite un dinamometro a pressione della soglia di dolore pressorio nei punti trigger della muscolatura cranio-cervicale in donne affette da emicrania e cefalea tensiva: esso riporta che non esistono differenze significative nella soglia tra emicrania e cefalea tensiva. Si ipotizza infatti che i punti trigger possano avere un ruolo nel processo di sensibilizzazione centrale. Perciò la soglia di dolore pressorio può essere utilizzata per valutare l’intensità del dolore in questo tipo di cefalee e valutare l’efficacia di tecniche osteopatiche ampiamente utilizzate in questi casi, come rilasciamento della muscolatura sub-occipitale e craniale e drenaggio dei seni venosi (Yuh and Agustines, 2020).

Per la cefalea di tipo tensivo, il trattamento con inibizione dei tessuti molli suboccipitali è efficace nel ridurre l’impatto di cefalea e dell’aspetto funzionale invalidante della cefalea, e nell’aumentare la flessione cranio-cervicale.

La manipolazione della cerniera occipito-atlante-epistrofea tramite tecniche articolatorie è efficace nel ridurre l’impatto della cefalea, disabilità emotiva e funzionale, frequenza e intensità della cefalea, e nell’aumentare i movimenti di flesso-estensione cranio-cervicale (Espì-lopez, 2014).

La combinazione di inibizione dei tessuti molli suboccipitali sommata a manipolazione articolatoria della cerniera OAE permette di ridurre l’impatto della cefalea, disabilità funzionale, frequenza e intensità della cefalea, dolorabilità pericranica e aumentare i movimenti di flesso-estensione cranio-cervicale (Espì-lopez, 2014).


La cefalea cervicogenica ha inizio dalla cervicale o dalla regione occipitale, è unilaterale ma può essere bilaterale con un lato predominante, e può propagarsi nelle regioni frontali, temporali e periorbitali.


La cefalea cervicogenica non dovrebbe cambiare lato durante o tra gli attacchi e non c’è una ricorrenza regolare. La cefalea è caratterizzata da una intensità sorda, non pulsante e non lancinante. (Eldridge e Russell, 2005)

Uno studio di Eldridge e Russell (2005), dimostra che la combinazione di trattamento osteopatico e terapia a base di esercizi specifici risulta efficace nel trattamento della cefalea cervicogenica.

Il trattamento manipolativo osteopatico, consiste nella manipolazione bilaterale della cervicale superiore nei tratti C0-C3. La terapia a base di esercizi consiste nell’esecuzione di esercizi a carico libero che mirano a migliore resistenza e coordinazione della muscolatura cervicale flessoria profonda.

In seguito a questo protocollo gli autori hanno ottenuto un miglioramento sia nell’intensità sia nella frequenza della cefalea cervicogenica.


CEFALEE PRIMARIE NON TRATTABILI CON OSTEOPATIA

Le cefalee neurovegetative trigeminali (TAC) sono un gruppo di disturbi caratterizzati da sintomi di mal di testa lateralizzati nelle regioni orbitali, sovraorbitali e temporali (seguono il decorso del n. trigemino), accompagnati da segni craniali autonomici ipsilaterali quali iniezione congiuntivale, edema periorbitale, rossore facciale, lacrimazione e rinorrea (Mier and Dhadwal, 2018). Tali cefalee includono:

  • cefelea a grappolo

  • emicrania parossistica

  • cefalee nevralgiformi unilaterali di breve durata con iniezione e lacrimazione congiuntivale (SUNCT)

  • cefalee nevralgiformi unilaterali di breve durata con caratteristiche craniali autonomiche (SUNA)

  • emicrania continua

Un importante differenza rispetto alle altre cefalee primarie è il fatto che fonofobia e fotofobia compaiono solo da un lato che è lo stesso del dolore.

La cefalea a grappolo è una forma episodica, che esiste essenzialmente un duplice periodismo. È caratterizzata da attacchi che sono più brevi di quelli di emicrania, durano al massimo 4 ore. Gli attacchi, più volte nel giorno, sono concentrati in periodi dell’anno specifici (primavera-autunno). Per questo motivo si chiama anche cefalea periodica. Gli attacchi tendono a verificarsi ad orari fissi, dopo pranzo, prima di cena o durante la notte, o tarda mattinata, e sono caratteristici quelli notturni che svegliano il soggetto (si alza, cammina e non dorme finché non passa). Il dolore è tipicamente retro-orbitario (dietro l’occhio), lacerante e lancinante, sveglia il paziente di notte. Spesso è anche presenta una cefalea tensiva intervallare. I segni neurovegetativi sono molto intensi: CBH, lacrimazione, iniezione congiuntivale, ostruzione nasale, rinorrea. Questi periodi di mal di testa sono di 2 settimane, sino anche a 2 mesi. La cefalea può essere sia a primavera che in autunno, o può saltare un anno, o due, non è costante la frequenza. La terapia sia tempestiva sia preventiva è di tipo farmacologico.


Le sindromi di SUNCT/SUNA si presentano con brevi attacchi di mal di testa o dolore facciale moderato/intenso associato a sintomi neurovegetativi craniali. La SUNA si distingue per la presenza di uno o nessuno dei due tra lacrimazione o iniezione congiuntivale. Di solito non ci sono nausea, fonofobia e fotofobia. Il dolore è orbitario, sovra-orbitario o temporale, ma può diffondersi con caratteristiche di bruciore o scossa. Come nella nevralgia del trigemino può essere scatenata da punti trigger, ma può anche essere spontanea. Come nella cefalea a grappolo la patofisiologia si associa al sistema ipotalamico e trigeminale, ma come per la nevralgia si è ipotizzato il potenziale coinvolgimento di una compressione vascolare del n. trigemino. La terapia farmacologica risulta poco efficacie e spesso bisogna ricorrere alla chirurgia decompressiva.


Emicrania continua ed emicrania parossistica sono due varianti della famiglia delle TAC definite dalla loro immediata risposta all’indometacina. L’emicrania parossistica è rara e caratterizzata da brevi attacchi di dolore unilaterale orbitario, temporale, sopra o dietro l’orecchio. Gli attacchi sono spontanei, ma il 10%possono essere innescati dallo stimolo di trigger point a livello cervicale. Il dolore è pulsante e a morsa gli attacchi possono comparire in entrambi i lati. L’emicrania continua è descritta come un mal di testa continuo unilaterale fisso nelle regioni temporali e peri-orbitarie che cambia d’intensità senza passare mai del tutto. Il dolore dura per più tempo rispetto all’emicrania parossistica. La patofisiologia si lega sempre a disfunzioni ipotalamiche e trigeminali, con diminuzione dell’inibizione del dolore e sensibilizzazione centrale.

Spesso queste sindromi sono confuse con dolore dentale o temporo-mandibolare. La terapia è farmacologica a base di indometacina (Mier and Dhadwal, 2018).


REFERENZE:

  • Cerritelli, F., Caprari, E., Di Vincenzo, M., Ginevri, L., Messi, G., Renzetti, C., Cozzolino, V., Frattesi, C., Barlafante, G. and Foschi, N., 2013. Is osteopathic manipulative treatment effective in migraine?. International Journal of Osteopathic Medicine, 16(1), pp.e1-e2.

  • de Cássia Correia Kälberer Pires, R., Salles da Rocha, N., Esteves, J. and Rodrigues, M., 2017. Use of pressure dynamometer in the assessment of the pressure pain threshold in trigger points in the craniocervical muscles in women with unilateral migraine and tension-type headache: An observational study. International Journal of Osteopathic Medicine, 26, pp.28-35.

  • Eldridge, L. and Russell, J., 2005. Effectiveness of cervical spine manipulation and prescribed exercise in reduction of cervicogenic headache pain and frequency: A single case study experimental design. International Journal of Osteopathic Medicine, 8(3), pp.106-113.

  • Espí-López, G., Gómez-Conesa, A., Gómez, A., Martínez, J., Pascual-Vaca, Á. and Blanco, C., 2014. Treatment of tension-type headache with articulatory and suboccipital soft tissue therapy: A double-blind, randomized, placebo-controlled clinical trial. Journal of Bodywork and Movement Therapies, 18(4), pp.576-585.

  • Freedom, T., 2015. Classification of headache. Disease-a-Month, 61(6), pp.214-217.

  • Mier, R. and Dhadwal, S., 2018. Primary Headaches. Dental Clinics of North America, 62(4), pp.611-628.

  • Yuh, C. and Agustines, D., 2020. Osteopathic manipulative techniques for migraine treatment - Letter to the editor. International Journal of Osteopathic Medicine,.



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